Esodati, Inps: soluzione per tutti Cgil: Fornero non sa di cosa parla

«La condizione di tutti gli esodati deve trovare una soluzione che valga per tutti, non solo per il contingente» di 65.000 lavoratori salvaguardati, individuati dal decreto che dovrebbe essere emanatoa giorni dai ministri del Lavoro e dell’Economia»: lo ha detto oggi il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, intervenendo alla presentazione del rapporto annuale dell’Inps alla Camera.

Mastrapasqua: assicurare il dovuto sostegno a chi è a metà del guado. Mastrapasqua ha definito la riforma delle pensioni del 2011 «dura, severa, equa e coraggiosa», un intervento «capace di assicurare la necessaria stabilità finanziaria al sistema previdenziale italiano in questa complessa transizione». Ma nei processi di transizione – ha detto riferendosi all’allungamento dell’età per il pensionamento e alla situazione in cui si sono trovati molti lavoratori che avevano accettato di uscire dal lavoro pensando di poter andare in pensione – «chi è colto a metà del suo passaggio personale non può e non deve essere dimenticato o trascurato. Deve essere assistito e garantito nei suoi diritti soggettivi. Deve essere assicurato il dovuto sostegno: è un atto di giustizia, di legalità e di democrazia».

Fornero: ora il decreto, poi la soluzione per gli altri. Il decreto sui 65mila salvaguardati dall’allungamento dell’età pensionabile è pronto, dice intanto il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ma il governo subito dopo si metterà con le parti sociali a cercare una soluzione per gli altri esodati che sono fuori da questo intervento. «Il problema esodati – ha detto il ministro – è un costo della riforma. Le riforme non sono a costo zero. Questa dà importanti risparmi negli anni a venire. Ma c’è anche un costo per coloro che sono fuoriusciti dal mercato del lavoro e che hanno difficoltà a ricollocarsi. Non si può pensare che tutto si riapra. Il decreto è pronto, alla firma del ministero dell’Economia, ma sappiamo che il decreto è una parziale soluzione al problema». Il governo ritiene che dare certezze a coloro che avevano incertezze in tempi brevi sia meglio che cercare subito una soluzione anche per coloro che non si trovano ancora in questa condizione. Ci metteremo insieme alle parti sociali, guarderemo ai problemi delle altre categorie per trovare altre soluzioni rispettando i criteri di equità e di efficienza senza scardinare la riforma».

«Né ciechi né sordi davanti ai problemi del Paese».
«Il Governo non è nè sordo nè cieco ai problemi del paese. Risolveremo il problema – dice Fornero. Abbiamo 65.000 persone che vengono salvaguardate, dicono che non bastano e ci sono persone non incluse. Studieremo il problema. Non abbiamo ora né i numeri degli altri esodati né accantonamento di risorse. Se dobbiamo trovare risorse faremo».

Camusso: soluzione in due tempi significa disprezzo per le persone. «Una soluzione in due tempi per gli esodati è un disprezzo nei confronti delle persone – dice il segretario della Cgil, Susanna Camusso – Serve una soluzione per il complesso degli esodati o è meglio che si sospenda la discussione sulla riforma degli ammortizzatori sociali perché le misure proposte non reggerebbero di fronte a questa situazione». A margine della presentazione del rapporto Inps, Camusso si è rivolta al ministro Fornero: «Parla senza sapere di cosa parla, perché non ci sono persone al lavoro, ma al massimo sono lavoratori in cassa integrazione, in attesa di passare in mobilità, quindi certo non sono al lavoro. E’ inutile che si continui a immaginare un contesto in cui ci sono altre soluzioni se non quella previdenziale».

Pd: i giochi vanno riaperti.
«Il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua ha detto che la riforma delle pensioni del governo è “dura, severa, equa e coraggiosa” – dice Cesare Damiano del Pd – Sui primi due termini non abbiamo dubbi. Sul fatto che sia equa non siamo d’accordo. Ribadiamo il fatto che l’assenza di gradualità di questa riforma, con la conseguente abolizione delle quote di anzianità, mina alle fondamenta il principio di equità per il fatto stesso che si è creato il grave problema dei lavoratori che rimarranno per lunghi anni senza stipendio, senza protezioni sociali e senza pensione. Questo problema va affrontato e lo stesso ministro Fornero ha ammesso che il decreto che riguarda 65mila “salvaguardati”, che potranno andare in pensione con le vecchie regole, non è risolutivo. Il ministro ha poi dichiarato che ogni riforma ha il suo costo, ma questo non può essere rappresentato da lavoratori che rimangono senza alcun reddito. Del resto anche il presidente dell’Inps ha dichiarato che “nei processi di transizione chi è colto a metà del suo passaggio personale non può e non deve essere dimenticato, ma assistito e garantito nei suoi diritti soggettivi”. A queste parole con le quali concordiamo debbono seguire i fatti. A differenza di quanto afferma il ministro del Lavoro, i giochi devono essere riaperti e le soluzioni trovate con sollecitudine».

Idv: Fornero muta sulla soluzione, è inadeguata.
«Oggi la ministra Fornero ci informa che non è né sorda, né cieca nei confronti degli esodati – dice il responsabile lavoro e welfare dell’Idv, Maurizio Zippon – Purtroppo, però, ha scordato di menzionare la terza scimmietta, quella cioè che non parla. La ministra, infatti, continua a restare muta sulla fine che faranno gli esodati non compresi nel primo decreto, che riguarderà solo 65mila persone. Le ricordiamo che il problema è molto più ampio e riguarda tutti i lavoratori che entro il 31 dicembre 2011 hanno firmato le proprie dimissioni e che sarebbero dovuti andare in pensione nei tempi stabiliti dagli accordi con le imprese, se non fosse intervenuta la nuova riforma che li ha drammaticamente allungati. E’ oltremodo assurdo, inoltre, che il suo ministero non sia riuscito ancora a stabilire il numero esatto degli esodati. Siamo a una farsa resa ancor più drammatica dai dati resi noti oggi dall’Inps, che parlano di una pensione media di poco superiore ai 500 euro per le donne e di un 52% di pensionati che percepiscono un assegno inferiore a mille euro. Nei confronti di queste persone, che hanno lavorato una vita, versando tasse e contributi, è ancora più evidente l’inadeguatezza del ministro del Lavoro a trovare una soluzione per risollevare le sorti delle famiglie italiane».

Polverini: governo deve dare risposta a tutti.
«E’ giusto che un ministro difenda il suo lavoro – dice Renata Polverini, presidente della Regione Lazio – Conosciamo tutti la severità di questa riforma e non l’abbiamo condivisa, perlomeno io non l’ho condivisa, se non altro per lo spirito che mi lega ancora al mio passato di sindacalista. Sicuramente è una riforma che ha un costo importante, come ha anche riconosciuto il ministro stesso, che deve trovare una pronta risposta che non si può limitare ai 65mila esodati del prossimo anno, ma che deve trovare già nel decreto quantomeno un impegno del governo per tutti coloro che saranno colpiti dalla riforma stessa».

fonte: www.ilmessaggero.it

 

Il programma di Bondi: entro giugno 4,3 miliardi di tagli alla spesa pubblica

Il commissario per la “spending review”, Enrico Bondi ha presentato oggi il «cronoprogramma» dei tagli alla spesa pubblica. Entro giugnosaranno varati tutti gli strumenti operativi per ottenere le riduzioni di spesa programmate, pari ad almeno 4,2 miliardi di euro, su un volume di spesa considerata aggredibile di circa 100 miliardi.

«Oggi, lunedì 28 maggio – è scritto sul sito di Palazzo Chigi – si è riunitoil Comitato interministeriale per la revisione della spesa presieduto dal presidente del Consiglio Mario Monti e composto dal Ministro per il programma di Governo Piero Giarda, dal Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione Filippo Patroni Griffi, dal Viceministro dell’economia e delle finanze Vittorio Grilli e dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza Antonio Catricalà».

Il Commissario straordinario per la spending review, Enrico Bondi, ha illustrato il lavoro condotto sino ad oggi e ha presentato, come previsto dal Decreto legge pubblicato l’8 maggio sulla Gazzetta Ufficiale, il «Cronoprogramma» per la razionalizzazione della spesa dell’acquisto di beni e servizi.

«Tra i compiti affidati al Commissario – ricorda la nota – ci sono quello di coordinare l’attività di approvvigionamento di beni e servizi da parte delle Pa, incluse tutte le amministrazioni, autorità, anche indipendenti, organi, uffici, agenzie o soggetti pubblici, gli enti locali e le regioni, e quello di assicurare una riduzione della spesa per acquisti di beni e servizi, per voci di costo, delle amministrazioni pubbliche. Il Commissario potrà segnalare al Consiglio dei Ministri le norme di legge o regolamento che determinano spese o voci di costo e che possono essere razionalizzate. Potrà inoltre proporre al Consiglio la sospensione o la revoca di singole procedure relative all’acquisto di beni e servizi e l’introduzione di nuovi obblighi informativi a carico delle Amministrazioni Pubbliche».

Tre le aree di interventi individuate dal Commissario: 1) Ottimizzazione dei prezzi/costi unitari; 2) Ottimizzazione delle quantità/consumi unitari; 3)Integrazione e razionalizzazione degli strumenti già esistenti per raggiungere gli scopi sopra indicati. Bondi – prosegue la nota – «ha intrapreso un’analisi degli attuali strumenti di controllo dei prezzi negli acquisti di beni e servizi da parte della Amministrazioni Pubbliche. I primi risultati di tale analisi suggeriscono la possibilità di una serie di azioni per realizzare un sistema di acquisto realmente integrato e performante, in grado di ottimizzare il prezzo unitario di acquisto. Il Commissario ha quindi iniziato a delineare una metodologia volta ad individuare i fabbisogni ottimali di beni e servizi per le Pubbliche Amministrazioni e a determinare un benchmark interno per le varie amministrazioni, il quale potrà costituire una base per la programmazione degli acquisti ai fini di ottimizzarne la quantità. Dal lavoro sin qui svolto emerge che, grazie alla creazione di un sistema “a rete” per gli acquisti e all’individuazione di indicatori per le quantità, già nella seconda parte del 2012 possa essere conseguito un risparmio rispetto agli attuali volumi di spesa».

Il Commissario – spiega il comunicato – si è anche avvalso delle segnalazioni ottenute dalla consultazione pubblica sulla revisione della spesa che si chiude domani, martedì 29 maggio. Più di 130.000 cittadini e associazioni hanno scritto al Governo segnalando inefficienze e sprechi e proponendo soluzioni per razionalizzare la spesa pubblica. Alcune di queste hanno motivato un’indagine specifica, in particolare nel caso denunce ricorrenti apparivano provenienti da territori diversi.

Al termine della riunione è stato deciso di riconvocare il Comitato interministeriale per il 12 giugno prossimo, quando saranno disponibili i risultati della spending review interna effettuata dai singoli ministeri, in applicazione della Direttiva del presidente del Consiglio adottata il 3 maggio scorso. Su tale base, ciascun ministro deve proporre un progetto contenente sia gli interventi di revisione e riduzione della spesa atti a generare i risparmi previsti, sia misure di razionalizzazione organizzativa e di risparmio per gli esercizi futuri entro il 31 maggio 2012.

Entro il mese di giugno – conclude la nota – saranno varati tutti gli strumenti operativi per ottenere le riduzioni di spesa programmate (decisione del Consiglio dei ministri del 30 aprile scorso), pari ad almeno 4,2 miliardi di euro, su un volume di spesa considerata aggredibile di circa 100 miliardi.

fonte: www.ilmessaggero.it

 

Atac, salta il limite di reddito per l’abbonamento dei disabili.

Alla fine anche l’Atac ha recepito le decisioni dell’assessore alla Mobilità Antonello Aurigemma sugli abbonamenti agevolati per i disabili. Ma c’è voluta una nuova delibera, votata ieri in giunta, per togliere il tetto dei 20mila euro stabilito dal provvedimento precedente. Ora è ufficiale: gli invalidi con almeno il 67% di invalidità e i pensionati sociali con un reddito Isee superiore ai 20mila euro annuali pagheranno 50 euro l’abbonamento. Aurigemma lo aveva già annunciato, ma senza formalizzarlo in una delibera, e negli utenti si era generata confusione e paura. Per la possibilità di scaglionare in 12 rate mensili l’abbonamento annuale, anche quella annunciata dal Campidoglio, sono ancora allo studio le modalità.

Con le nuove tariffe diventa obbligatorio convalidare l’abbonamento annuale elettronico all’inizio di ogni viaggio, oltre al biglietto cartaceo. Gli aumenti scattano dal 25 maggio. Il biglietto costerà 1.50 euro e potrà essere usato per 100 minuti. L’abbonamento mensile personale costerà 35 euro, quello impersonale, cioè no0n nominativo, 53, mentre la tessera annuale passerà da 230 a 250 euro.
Fra le novità l’agevolazione legata al quoziente familiare: gli appartenenti a una famiglia residente a Roma, con tre figli, ovvero due di cui un portatore di handicap, potranno acquistare gli ulteriori abbonamenti con lo sconto del 10%. Il biglietto valido per un giorno (Big) costerà 6 euro, quello per 3

giorni (Bti) 16,50, quello valido per sette giorni (Cis) 24 euro.
Per agevolare le operazioni di verifica e di convalida sarà obbligatorio salire e scendere come indicato sulle porte. Chi, dopo il 25 maggio, sarà ancora in possesso di vecchi titoli di viaggio potrà utilizzarli fino al 31 luglio o cambiarli, pagando la differenza, fino al 31 ottobre. Restano come sempre esclusi dalla validità di tutti i titoli i collegamenti Cotral, TiburtinaTerminiFiumicino, il collegamento Trenitalia no stop TerminiAeroporto di Fiumicino, i servizi turistici Archeobus e 110 Open.

L’accordo Atac, Cotral e Trenitalia prevede diverse possibilità di viaggiare su bus, tram, metro e treni con un unico titolo: la Metrebus card. Dal 25 maggio scattano anche gli adeguamenti tariffari agevolati per altre categorie sociali: giovani e studenti, anziani over 65, disoccupati, famiglie, mutilati, invalidi di guerra e medaglie d’oro, vittime del terrorismo, perseguitati razziali e rifugiati politici. Diversi i requisiti richiesti, le date di decorrenza e le modalità per ottenere gli abbonamenti agevolati che avranno tariffe basate su scaglioni di reddito Isee. Le informazioni sul sito www.agenziamobilita.roma.it o al numero 0657003.

fonte: www.repubblica.it

 

Prezzo benzina, mai così alto dal 1983

Ad aprile il prezzo della benzina aumenta su base annua del 20,9%, in forte
accelerazione rispetto al 18,6% di marzo, mentre su base mensile sale del 3,2%. Lo rileva l’Istat, aggiungendo che il rialzo tendenziale è il più alto da maggio 1983,
ovvero da 29 anni.

I maggiori incrementi congiunturali dei prezzi rilevati nel mese di aprile 2012 riguardano le divisioni Servizi ricettivi e di ristorazione (+1,5%), Trasporti (+1,3%) e Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+1,1%). Aumenti su base mensile più contenuti si rilevano per i prezzi delle Bevande alcoliche e tabacchi (+0,4%) e dell’Abbigliamento e calzature (+0,3%) (Prospetto 1 e Figura 1). In diminuzione sul mese precedente risultano i prezzi delle Comunicazioni (-1,1%) e dei Prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,1%). Rispetto ad aprile 2011, i maggiori tassi di crescita interessano le bevande alcoliche e tabacchi (+7,8%), i trasporti (+7,4%) e l’abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+6,9%). Quello più contenuto riguarda la divisione ricreazione, spettacoli e cultura (+0,6%). I prezzi delle Comunicazioni e dei Servizi sanitari e spese per la salute risultano in flessione (rispettivamente, -2,1% e -0,2%). Tra le città capoluogo di regione, ad aprile l’Istat registra gli aumenti annui più elevati a Venezia (+4,1%) e Trieste (+3,9%); mentre le variazioni più moderate riguardano Firenze (+2,7%), Palermo (+2,8%) e Perugia (+2,9%).

«La continua rincorsa dei prezzi, spinta dal caro carburanti, svuota il carrello della spesa degli italiani, che mostra un calo del 2% (quantità) negli acquisti dei prodotti alimentari», è la stima della Coldiretti.  Nei prossimi mesi, secondo l’associazione agricola, saranno ancora i prezzi dei carburanti e l’aumento del carico fiscale a provocare le conseguenze più evidenti. E in un Paese dove l’88% del trasporto avviene su gomma, il comparto agroalimentare risulta particolarmente colpito dall’aumento dei costi energetici, che pesano su ogni passaggio della filiera.
 Eppure il prezzo dei prodotti alimentari, con un aumento ad aprile del 2,4% rispetto allo scorso anno, è cresciuto meno dell’inflazione. Crollati i prezzi della frutta (-2,7%) e delle patate (-5%). In linea i rialzi di pasta (2,3%), pesce fresco (3,2%), formaggi (3,6%) e vino (3,8%). Impennata per il caffè (11,6%). Concorde anche la Cia, Confederazione italiana agricoltori: «L’aumento record del prezzo della benzina fa decollare il carello della spesa (+4,7%), che si svuota sempre di più».

fonte: www.lastampa.it

 

Tessera Metrebus e sconti per reddito in fila con l’incubo delle nuove tariffe

Tutti in fila alle biglietterie, con l’incubo delle nuove tariffe. Da alcuni giorni, alle stazioni della metropolitana, gli abbonati Metrebus cercano con ansia informazioni ai botteghini, creando file anche lunghe, preoccupati dall’entrata in vigore dei prezziaggiornati di biglietti e abbonamenti. A far paura, oltre all’aumento di 50 centesimi del costo del biglietto singolo, è stata soprattutto la paventata soppressione degli abbonamenti mensili per studenti, over 65 e invalidi: un rischio rientrato negli ultimi giorni, grazie alla smentita di Antonello Aurigemma, assessore capitolino alla mobilità, che ha assicurato la sopravvivenza delle tessere mensili.

Il cambio di tariffe continua comunque a innescare la protesta degli utenti, provati dalle code al botteghino soprattutto nelle ore di punta, e contrari al meccanismo di conteggio dei costi basato sul reddito annuale. «Ho fatto quaranta minuti di fila – si sfoga Iole Esibini, al botteghino di Lepanto – per sentirmi dire che dovrò pagare il doppio. Mio marito aveva un abbonamento speciale, ma ha un reddito di poco superiore alla soglia: non rientriamo nelle agevolazioni e dubito che rinnoveremo la tessera».

Una valutazione comune a molti utenti che, penna alla mano, da giorni calcolano la convenienza di confermare o meno l’abbonamento. Alfonso Giorno, in attesa a Termini, è un over 65 escluso dagli sconti. «Per pochi euro – dice – non rientro nella soglia, ma il problema non è solo mio: trovo sbagliato, in generale, condizionare promozioni e riduzioni all’ammontare del reddito e della pensione». Della stessa opinione Domenico Essedante, che dopo un lungo confronto con gli impiegati Metrebus è arrivato anche a una conclusione. «Speravo di essermi sbagliato, ma i prezzi saranno troppo alti: non rinnoverò la tessera a partire da giugno».

Ancora più preoccupati dell’aumento sono gli utenti occasionali, quelli del biglietto a tempo o giornaliero, sconvolti dai rincari imminenti di cui hanno conferma dagli opuscoli informativi. «Il biglietto a 1,5 euro? Mi sembra una follia – sbotta Antonio Fiore, in attesa della corsa al capolinea di Anagnina – l’aumento è spropositato, e inadeguato ai servizi dei trasporti a Roma». «E’ lo stesso prezzo di Milano – concorda Anthony Isabella – ma lì la rete funziona mille volte meglio. Per non parlare delle altre capitali europee, dove la spesa è maggiore, ma la qualità e la celerità del servizio non sono nemmeno paragonabili alla realtà romana». Negli orari di minor traffico, diminuisce la fila agli sportelli, ma gli utenti non smettono mai di informarsi sui nuovi prezzi. I dubbi dei passeggeri sono tanti e – spesso – irrisolti: a infastidire di più, la necessità di presentare, ognuno al proprio Municipio, la documentazione Isee che attesta il reddito basso, sotto i 20.000 euro, necessario per ottenere le agevolazioni.

Mirna Lucarini liquida il requisito del reddito come «l’ennesima complicazione per esercitare un diritto. Trovo ingiusto – aggiunge – passare da un abbonamento speciale a ordinario solo per una questione economica, a beneficio degli evasori fiscali che non dichiarano nulla», mentre Paola Novelli, opuscoli Atac alla mano, fatica a capire «il senso di tutta questa operazione». Operazione che per qualcuno, però, è destinata ad avere un impatto positivo: Guido Lotti, solitamente critico con Atac, stavolta si sente davvero tutelato. «Tra me e mia moglie – dice – con le nuove agevolazioni risparmiamo circa duecento euro l’anno: in questi tempi di crisi, è una cifra che non si può sottovalutare». La gioia di Guido è già una certezza; per molti altri passeggeri, che attendono l’entrata in vigore delle nuove tariffe, è invece ancora tempo di dubbi e calcoli.

fonte: www.ilmessaggero.it

 

Spending review oggi al Cdm, senza nuovi fondi Iva al 23%

 Spending review oggi al via in Consiglio dei ministri. Fonti di governo spiegano che sono due gli obiettivi da realizzare attraverso il taglio delle spese. Il primo e’ reperire nell’immediato alcuni dei fondi necessari a ‘sterilizzare’ l’aumento di due punti dell’Iva da ottobre. Il secondo e’ avere a disposizione fondi per il lungo periodo sia in un’ottica di pareggio di bilancio che, sostengono alcuni, per mettere in campo misure per la crescita.
  Ogni decisione, che molti assicurano potrebbe giungere gia’ nella riunione di governo di domani pomeriggio, vertera’ dunque tutta sul dibattito in seno all’esecutivo su questo equilibrio: cioe’ fra l’esigenza immediata di evitare l’aumento dell’Iva (considerato da alcuni una misura depressiva ma che porterebbe poco meno di quattro miliardi) e l’esigenza di medio periodo di avviare interventi per rilanciare l’economia (le misure di crescita di cui si comincia a parlare sia nella maggioranza di governo che a livello europeo).
  Domani il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda illustrera’ la sua relazione su ‘Elementi per una revisione della spesa’. Nei giorni scorsi Giarda era anche salito al Quirinale, portando con se’ l’ampia documentazione che i diversi ministeri gli avevano cominciato a fornire, insieme a un suo primo quadro generale delle spese dello Stato e dei possibili risparmi. Per ora nulla di deciso, nessuna cifra certa sulle risorse che si potrebbero ricavare dai tagli.
  Anche perche’ al momento solo alcuni dicasteri hanno fornito nel dettaglio il rapporto sulle rispettive uscite e sono Interni, Giustizia, Difesa, Istruzione e Esteri.
  I risparmi, poi, sarebbero ovviamente minori nel breve periodo e piu’ cospicui, invece, nel lungo periodo, quando la riorganizzazione della macchina delle spese della pubblica amministrazione potrebbe entrare pienamente a regime. E resta qualche dubbio, legato anche ai tenpi, sugil strumenti normativi per mettere in atto la revisione delle spese.
  Le prime indiscrezioni sulla spending review, che dal governo spiegano essere soprattutto legate alle cifre da tempo indicate dai singoli ministeri, hanno comunque agitato il mondo politico.
  Il leader Pd Pierluigi Bersani apprezza l’opera di Giarda, che “operera’ con il cacciavite e non con la mazza”, ma ritiene che sia preferibile incidere meno sulla scuola e piu’ sulla difesa, un comparto tutto da “riorganizzare”. Ben vengano i tagli, afferma dal Pdl Maurizio Gasparri, ma “sia subito chiaro un aspetto: diciamo subito no a chi pensa di ridurre la spesa tagliando una stazione dei carabinieri o un commissariato di polizia. Su questo non ci siamo. Siamo d’accordo invece a vedere gli sprechi in altri settori e a colpire quelle situazioni che, per esempio, nella sanita’ vedono il costo di una siringa pari a dieci in una regione e venti in un’altra”.

fonte: http://www.agi.it

Calano i risparmi delle famiglie

Cala la propensione al risparmio e il potere d’acquisto delle famiglie italiane. E scendono i profitti delle imprese. È questa la fotografia scattata dall’Istat proprio mentre l’Ocse registra per il nostro paese una contrazione del Pil nel quarto trimestre dello 0,7% dopo il -0,2% registrato nei precedenti tre mesi dell’anno. Nel 2011 la propensione al risparmio delle famiglie si è attestata al 12%, il valore più basso dal 1995, con una diminuzione di 0,7 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Nel quarto trimestre è stata pari al 12,1%, in aumento dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, ma più bassa di 0,8 punti percentuali rispetto al quarto trimestre del 2010.

Nella media del 2011 la riduzione del tasso di risparmio è il risultato di una crescita del reddito disponibile (+2,1%) più contenuta rispetto alla dinamica della spesa per consumi finali (+2,9%) espressa in valori correnti. Il potere d’acquisto delle famiglie italiane cala invece dello 0,5% poichè nel 2011 i redditi sono cresciuti meno dell’inflazione. Lo scorso anno il reddito disponibile in valori correnti è aumentato del 2,1%. Nell’ultimo trimestre dell’anno esso ha registrato un aumento dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dell’1,1% rispetto a quello corrispondente del 2010. Negli ultimi tre mesi dell’anno la riduzione è stata dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti e dell’1,9% rispetto al quarto trimestre del 2010. Brutte notizie anche sul fronte delle imprese. La quota di profitto delle società non finanziarie si è attestata al 40,4%, il valore più basso dal 1995, con una riduzione di 1,1 punti rispetto al 2010.

Nel quarto trimestre, essa è stata pari al 40,3%, -0,6 punti percentali sul trimestre precedente e -0,9 punti sul corrispondente periodo 2010. Il calo del potere d’acquisto delle famiglie, secondo il Codacons, equivale per un nucleo di 3 persone a una ’tassa invisibilè di 172 euro, che si va ad aggiungere alle tasse vere introdotte dalle varie manovre. Confcommercio dal canto suo registra a febbraio una riduzione dei consumi dello 0,9% in termini tendenziali e dell’1% rispetto a gennaio, con un ritorno sui livelli minimi della primavera del 2009

fonte: www.lastampa.it

 

Crollano le vendite di auto in Francia, in Italia si va verso un -40%

Il gruppo Fiat ha registrato a marzo un calo delle immatricolazioni di auto e veicoli commerciali leggeri in Francia del 26,5% a 11.634 unità e della quota di mercato dal 5,29% al 4,98%. La casa torinese ha perso più del mercato francese che ha visto lo scorso mese le immatricolazioni di auto e Lcv scendere del 21,9% a 233.528 unità, di cui 197.033 auto passeggeri (-23,5%) e 36.493 veicoli commerciali (-12,2%).

Nel dettaglio, il gruppo Fiat ha immatricolato a marzo 6.477 auto passeggeri, registrando un -33,9% anno su anno e una quota di mercato in flessione dal 3,8% al 3,29%, mentre nel trimestre le immatricolazioni sono scese a 17.079 unità (-31,6%) e la quota al 3,37% (3,86% un anno fa). A livello di singoli marchi è da segnalare il +122% delle immatricolazioni mensili di Lancia (+119,7% nel trimestre). Giù del 40,7% invece il marchio Fiat e del 28% l’Alfa Romeo.

A piazza Affari il titolo Fiat accelera al ribasso (-1,95% a 4,32 euro) in attesa dei dati sulle immatricolazioni auto in Italia che verranno diffusi quest’oggi. In un’intervista al quotidiano canadese online Tandem, il Ceo del Lingotto, Sergio Marchionne, ha affermato che a marzo il mercato dell’auto in Italia è stato “terribile”.

Il calo delle vendite potrebbe essere vicino al 40% rispetto a marzo 2011, solo in parte causato dallo sciopero delle bisarche; recentemente Federauto ha indicato un calo del -34% anno su anno. Con un -40% il 2012 potrebbe attestarsi a 1,5 milioni di autoveicoli venduti, ovvero almeno un -10% anno su anno.

“Le indicazioni di Marchionne per l’Italia sono peggiori delle nostre attese, noi infatti ci aspettiamo 1,6 milioni di autoveicoli”, affermano gli analisti di Intermonte che però per Chrysler, negli Stati Uniti, prevedono ancora buoni dati. Anche la stima di Equita è da abbassare, dato che stimava 1,6 milioni.

In ogni caso, in base ai dati da inizio anno, il peso delle immatricolazioni in Italia è già sceso al 12% “e riteniamo sia destinato a scendere sotto il 10%, più che compensato dalla crescita di Chrysler in Usa e in Canada: +35% da inizio anno, due Paesi che oggi rappresentano il 43% delle vendite. Di fatto nei primi due mesi del 2012 i volumi globali di Fiat e Chrysler insieme sono cresciuti dell’8% anno su anno”, osservano gli analisti di Equita che sul titolo Fiat hanno un rating buy e un prezzo obiettivo a 7,5 euro.

Anche gli analisti di Mediobanca puntano su Fiat (outperform e target a 7 euro) sia perché il mercato si focalizzerà di più sulle vendite di auto in Europa sia perché il dato sulle vendite di auto inclusa Chrysler a febbraio ha mostrato un +6,9% anno su anno, “un dato particolarmente importante in vista dei risultati del primo trimestre 2012 di Fiat che il mercato si aspetta deboli ma che potrebbero sorprendere, supportando le nostre stime che sono sopra quelle del consenso”, dicono gli analisti di Mediobanca che si aspettano un trading profit di 4,4 miliardi di euro, del 25% sopra i 3,5 miliardi previsti dal consenso.

fonte:www.milanofinanza.it

 

Decreto fiscale: ecco le novità

Approvato venerdì scorso dal Consiglio dei Ministri il c.d. “Decreto di semplificazione fiscale” contenente disposizioni urgenti in tema di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento dell’accertamento, oltre che di natura finanziaria. Il provvedimento, tra conferme e modifiche dell’ultimo minuto, introduce diverse  novità in materia. Vediamone alcune.

- Flessibilità nella rateizzazione dei debiti tributari. Prevista la possibilità di accedere alla rateizzazione del pagamento di somme dovute per irregolarità anche qualora abbia avuto luogo la decadenza dalla stessa. Attualmente, infatti, nel caso in cui si decada dalla rateazione concessa, la somma di debito rimanente non può nuovamente essere oggetto di dilazione. Con le nuove modifiche apportate, invece, nonostante la decadenza il contribuente può comunque beneficiare della rateazione per momentanea difficoltà economica ex art. 19, DPR 602/1973. Anche quest’ultimo istituto è stato ritoccato. In primo luogo, si è introdotta la possibilità di accedere a piani di ammortamento a rata crescente già a partire dalla prima richiesta di dilazione, e non solo in caso di richiesta di proroga – per peggioramento dello stato di difficoltà – della rateazione già concessa. In secondo luogo, la decadenza dal beneficio della rateazione scatta solo qualora non siano state pagate due rate consecutive e , inoltre, non sono iscrivibili ulteriori ipoteche dopo l’ammissione al pagamento dilazionato (fatte comunque salve quelle già iscritte alla data di concessione dello stesso) Infine, nel caso in cui si verifichi un aggravamento della situazione economica del debitore, può aversi il passaggio da rateazione a rata constante a rata crescente.

- Limitazione dell’uso del contante. Rinvio al 1° maggio 2012 dell’obbligo di pagamento di stipendi e pensioni superiori a 1.000 euro con strumenti di pagamento elettronico bancari e postali.

- Non esigibilità di crediti tributari erariali e locali modesti. A partire dal 1° luglio 2012, se l’ammontare dovuto – incluse le sanzioni amministrative e gli interessi – non supera la somma di 30 euro, non si avvierà il procedimento di riscossione. Tuttavia, nel caso in cui vi siano state ripetute violazioni degli obblighi di versamento da parte del debitore in merito ad uno stesso tributo, detta soglia non sarà valida. Attualmente il limite era stato fissato a 16,53 euro.

- Contrasto all’evasione. Introduzione delle c.d. “Liste selettive” in seno all’Agenzia delle Entrate. Quest’ultima, infatti, potrà d’ora in poi redigere liste di contribuenti ripetutamente segnalati – non in forma anonima – per violazioni circa l’obbligo di emissione della ricevuta fiscale o dello scontrino fiscale, oppure del documento certificativo dei corrispettivi. Inoltre, vengono forniti chiarimenti per quanto concerne l’indeducibilità di quelle componenti di reddito derivanti dal compimento di fattispecie di reato; si precisa, infatti, che in tali componenti sono unicamente compresi i costi e le spese relativi a beni o prestazioni di servizio direttamente adoperati per compiere delitti non colposi.

- Ipoteca. Possibilità di iscrizione dell’ipoteca da parte dell’agente della riscossione solo qualora la somma complessiva del credito da riscuotere non sia inferiore a 20.000 euro.

- Pignorabilità di stipendi, salari o altre indennità. In caso di pignoramento di credito verso terzi, l’agente di riscossione potrà “toccare” le somme dovute a titolo di stipendio, salario o altre indennità connesse al rapporto di lavoro fino a un decimo, per importi non superiori a duemila euro, e fino a un settimo per somme da duemila a cinquemila euro.

- Aumento aliquote tributi locali e regionali. A partire dall’anno d’imposta 2012, vengono “sbloccati i tributi” abrogando quelle disposizioni che avevano sospeso il potere di incrementare le aliquote e le tariffe dei tributi a livello locale e regionale.

Ma che fine faranno le maggiori entrate che il decreto appena analizzato  porterà nelle casse statali? Le risorse ottenute nel 2012 e nel 2013 saranno destinate a finanziare misure di sostegno del reddito di coloro che rientrano nelle fasce di reddito più basse, con particolare attenzione alle detrazioni fiscali per i familiari a carico. Nessun provente, dunque, verrà utilizzato per provvedimenti di riduzione della pressione fiscale, come invece era stato annunciato.

fonte:http://tuttosullavoro.libero.it/

 

«Cloud computing. Così Wind conquista le aziende»

«La ricetta del successo – spiega a Il Tempo Pierpaolo Festino, direttore business unit corporate di Wind – è il giusto mix tra comunicazione mirata e servizi ad alto contenuto tecnologico come il cloud computing». Quali sono le nuove sfide commerciali di Wind in ambito corporate? «Ci sono due grandi filoni: il primo riguarda la nuova campagna pubblicitaria televisiva fortemente concentrata su aziende medie e di piccole dimensioni, l’altra novità riguarda i servizi di cloud computing per le grandi aziende, che possono così abbattere sensibilmente i loro investimenti e trasformarli in costi operativi proporzionali alle loro funzioni di ufficio. Questo rientra nel posizionamento classico di Wind: giusto prezzo per i servizi che si possono fruire in maniera semplice e comprensibile. Una strategia che fino ad oggi ci ha premiati. Continuiamo a crescere». Ci può dare qualche numero? «Abbiamo tassi di crescita a due cifre in un mercato complessivamente in contrazione. Si tratta dunque di un gran bel risultato». Qual è la leva principale per incrementare i clienti? «Nel mercato corporate la qualità delle soluzioni tecniche è un fattore essenziale e inderogabile da abbinare al prezzo. Un ruolo importante è rivestito anche dalla customer satisfaction, ambito in cui stiamo andando molto bene, con tassi di crescita elevati che ci hanno permesso di superare l’incumbent». C’è un’area di mercato in cui pensate di investire per gli sviluppi futuri? «Assistiamo al declino della voce, inteso in senso tradizionale, e a un futuro rappresentato dai dati. I clienti si aspettano di avere accesso a voce, dati ed applicazioni ovunque e comunque, senza distinzione tra accesso fisso o mobile, in azienda o in mobilità». Il servizio deve essere supportato da una diffusione della rete. Cosa fa Wind? «Abbiamo una struttura capillare di rete mobile e fissa. La cosa interessante è che Wind è in grado di gestire la convergenza fisso-mobile per voce, dati e applicazioni grazie alle sue reti integrate. Siamo l’unica vera alternativa a Telecom Italia perché offriamo servizi per ogni esigenza dei clienti». In che modo comunicate con le aziende, cosa vuole trasmettere il vostro ultimo spot? «Abbiamo creato una comunicazione visiva e immediata, contraddistinta da classe e ironia, con l’obiettivo di cogliere le esigenze che i professionisti hanno quotidianamente». È cambiato qualcosa nelle richieste dei clienti? «I clienti chiedono sempre più attenzione con distinzione tra grandi, piccole e medie imprese, soprattutto in questo attuale contesto economico. La clientela corporate sta mostrando un grande interesse verso ogni singolo aspetto dei servizi».

fonte: www.iltempo.it

 

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